06.11.2012
FEFLOW: sempre più standard in Italia per studi di interferenza in falda

 

Il modello FEFLOW è stato utilizzato a supporto della progettazione del prolungamento della linea M3 nell'area metropolitana orientale di Milano, che si sviluppa pressoché totalmente sotto al livello di falda. In questo caso l'utilizzo del modello FEFLOW è stato decisivo per la valutazione dell'"effetto barriera" e per supportare la progettazione di trincee drenanti per la riconnessione idraulica monte-valle e la conseguente riduzione dell'impatto sul flusso sotterraneo.

FEFLOW è particolarmente adatto per le applicazioni di opere in sotterraneo con geometria complessa, in quanto permette di creare non solo layer orizzontali, ma anche verticali, che consentono una migliore schematizzazione di queste strutture, con schema a maglia variabile.
Un'altra recente applicazione del modello, che ha portato a risultati particolarmente soddisfacenti, è stata la costruzione dei modelli 3D di flusso di falda e trasporto dei contaminanti, a due livelli di dettaglio, per l'area SIN di Taranto, classificata dalla normativa come "di interesse nazionale". In questo caso il progetto ed i modelli correlati sono stati recentemente approvati dal Ministero dell'Ambiente Italiano, i cui tecnici hanno apprezzato l'uso di FEFLOW, in particolare a fronte del significativo valore aggiunto rispetto ad altri modelli alle differenze finite.
In questo studio, il sistema acquifero presenta una struttura particolarmente complessa, costituita da potenti livelli di loppe, scorie e sabbie di fonderia derivanti dall'industria metallurgica; la flessibilità del modello FEFLOW è stata pertanto di fondamentale importanza. Infatti è stato possibile riprodurre in modo adeguato l'andamento estremamente eterogeneo degli acquiferi grazie alle potenzialità di adattamento della griglia agli elementi finiti con i limiti stratigrafici e idrogeologici, che sono stati schematizzati come "supermesh elements".
Inoltre, l'applicazione del modello multispecie, che rappresenta un ulteriore valore aggiunto del codice FEFLOW, ha consentito la calibrazione relativa al trasporto di tutti gli inquinanti nell'ambito di un unico ambiente modellistico, rendendo possibile la riduzione in modo esponenziale dei tempi di calibrazione rispetto all'approccio basato su simulazioni separate adottato dai modelli di calcolo più comunemente utilizzati nel campo delle analisi di trasporto. Successivamente alla fase di calibrazione, effettuata su 650 punti di campionamento, è stato possibile costruire gli scenari previsionali relativi ad una vasta gamma di inquinanti, principalmente composti organici e metalli.

Per maggiori informazioni contattare: dhi-italia@dhi-italia.it.

www.dhi-italia.it


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